Psoriasi e diabete
Psoriasi e diabete

Psoriasi e diabete di tipo 2 sono due malattie strettamente correlate. Le persone effette da psoriasi, infatti, hanno un rischio maggiore di sviluppare diabete di tipo 2 rispetto a al resto della popolazione. Nel momento in cui si aggrava la malattia il rischio di contrarre il diabete aumenta ulteriormente.

Come si sviluppa la psoriasi

La psoriasi coinvolge circa il 2-3 per cento della popolazione mondiale, si tratta di una patologia infiammatoria cronica della pelle le cui cause non sono ancora del tutto chiare ma che provoca un ricambio troppo veloce delle cellule della pelle: l’organismo produce nuove cellule in continuazione negli strati più profondi della cute. Le cellule gradualmente si muovono verso l’alto finché non raggiungono la superficie e le cellule che in precedenza occupavano gli strati più esterni muoiono e vengono eliminate attraverso un processo fisiologico di desquamazione.

L’intero processo in una persona sana avviene in tre-quattro settimane mentre nelle persone affette da psoriasi questo ricambio avviene in modo molto più rapido impiegando dai 3 ai 7 giorni.

Questa velocità fa si che cellule che non sono completamente mature raggiungono la superficie della pelle e provocano le tipiche placche della malattia, rossastre e coperte di squame bianco-argentate. Nonostante le cause della psoriasi non siano ancora del tutto chiare, è certo che alla base della comparsa delle chiazze ci sia uno stato infiammatorio cronico, che è comune a diverse altre patologie.

Correlazione psoriasi e diabete

Ma come sono collegati psoriasi e diabete? Alla base di psoriasi e diabete c'è un'infiammazione ed il rischio di contrarre il diabete nel malato di psoriasi è direttamente proporzionale alla densità delle lesioni.

A questa conclusione sono giunti i ricercatori della University of Pennsylvania School of Medicine, che hanno scoperto che i malati affetti da psoriasi che presentano lesioni che coprono dal 10 per cento della superficie corporea in su, hanno un 64 per cento in più di probabilità di contrarre il diabete, e questo indipendentemente da altri fattori di rischio come il sovrappeso che, ovviamente, aumenterebbero ulteriormente il rischio.

L'indagine è stata pubblicata sulla rivista scientifica Journal of the American Academy of Dermatology. Attraverso un database britannico sono stati analizzati dati elativi ad oltre ottomila persone adulte affette da psoriari e oltre settanseimila persone sane, tutte sono state seguite per circa quattro anni.

Per determinare il rischio di sviluppare il diabete è importante misurare la quantità di pelle interessata dalla psoriasi.

Il professor Joel M. Gelfand, professore di Dermatologia ed Epidemiologia alla Penn e autore principale dello studio ha affermato che “Il tipo d’infiammazione osservato nella psoriasi è noto per avere un ruolo nel favorire l’insulino-resistenza e psoriasi e diabete condividono anche diverse mutazioni genetiche che paiono essere alla base del legame fra queste due malattie. Sappiamo da ricerche precedenti che esiste un legame fra le due patologie, ma per la prima volta siamo riusciti a misurare quanto la severità delle lesioni cutanee influenzi il rischio di diabete”.

Lo studio mostra che fra le persone che hanno almeno il 10 per cento del corpo interessato da lesioni psoriasiche, il pericolo di sviluppare diabete sale del 64 per cento; in chi ha il 20 per cento della pelle coperta, le probabilità salgono all’84 per cento; in chi ha il 30 si arriva fino al 104 per cento.

Migliorare la cura della psoriasi e dunque favorire una scomparsa delle lesioni sulla pelle potrebbe essere di importanza cruciale per tenere sotto controllo i livelli di zuccheri nel sangue e dunque limitare il pericolo di diabete. Ed è bene che i dermatologi si ricordino di misurare sempre la superficie interessata da psoriasi, perché ha un grande impatto sulla salute delle persone”.

Dalla psoriasi non si guarisce ma questa malattia si può comunque curare tenendo sotto controllo i sintomi, evitando le recidive, adottando comportamenti volti alla prevenzione (ad esempio la corretta alimentazione, evitare lo stress etc). Nel momento in cui le lesioni non si scatenano o lo fanno in maniera limitata e contenuta il rischio di sviluppare altre malattie correlate (come il diabete di tipo due) diminuisce sensibilmente.